Il Libro

PREFAZIONE DI GIANNI ORLANDI.

innovazioni tecnologiche

Innovazioni tecnologiche , progressi della medicina, problemi energetici, Carta di Milano sull’alimentazione. Questi i temi principali trattati nel libro “Quale Futuro” di Sergio Scalia.

Il libro “Quale Futuro” è distribuito dalla Casa Editrice MIMESIS .

Pubblichiamo di seguito  la prefazione del Prof. Universitario Gianni Orlandi.

Presentazione

“Quale futuro” è un’opera divulgativa a 360 gradi che affronta le innovazioni tecnologiche più importanti che hanno trasformato negli ultimi anni il mondo e la nostra vita e che produrranno nel prossimo futuro ulteriori profondi cambiamenti, oggi ancora imprevedibili.
Il testo riesce a spiegare con semplicità e chiarezza tecnologie e concetti complessi, mettendo a disposizione del lettore informazioni preziose per capire cosa sta succedendo, le potenzialità future, i rischi che possono verificarsi. Informazioni preziose per il cittadino che viene messo nelle condizioni di esercitare sui processi in atto un controllo sociale consapevole e non emozionale, come purtroppo spesso avviene.
Il libro evidenzia con equilibrio le potenzialità delle diverse tecnologie dal punto di vista degli effetti sulla qualità della vita e dello sviluppo economico, ma anche i rischi che la mancanza di regole e controlli possono causare alla nostra vita, al nostro lavoro, al nostro pianeta.
Partendo da esempi concreti e dalle ricerche in corso, il libro si propone di fornire un quadro delle enormi potenzialità collegate allo sviluppo delle tecnologie nei diversi campi,  dall’informatica e dalla robotica, alla medicina e alla genetica, all’alimentazione, fino alle energie alternative.

Nella prima parte affronta lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), le cosiddette tecnologie digitali. Tali tecnologie hanno certamente segnato il passaggio epocale dalla terza a quella che nel testo viene evocata come quarta rivoluzione industriale: hanno cambiato il mondo, il nostro modo di vivere, di relazionarci con gli altri, di fare impresa. Sono tecnologie pervasive che hanno influenzato ogni aspetto della vita dell’uomo; hanno reso effettivamente globale il mondo, consentendo di poter comunicare in ogni luogo e in ogni momento e di avere a disposizione in tempo reale informazioni illimitate. Hanno modificato il lavoro, il divertimento, la fruizione del tempo libero, l’apprendimento, la salute, il linguaggio, il commercio, il modo di consumare, l’economia.
Le tecnologie ICT permettono di elaborare grandi quantità di informazioni consentendo di determinare correlazioni che hanno favorito lo sviluppo di altre tecnologie rivoluzionarie, quali la robotica e l’intelligenza artificiale, i droni e le stampanti 3D, e, al tempo stesso, hanno dato slancio alla ricerca, da quella  in campo biomedicale a quella nel campo delle risorse energetiche.

Giustamente, il testo affronta con preoccupazione il futuro del lavoro: queste straordinarie innovazioni tecnologiche eliminano posti di lavoro? E’ un tema oggetto di studi e di dibattiti. Come in ogni passaggio epocale, tramontano vecchi lavori e ne nascono di nuovi. Oggi, la differenza è che tutto avviene molto rapidamente. Occorre, quindi, cogliere per tempo i cambiamenti in atto e saper reinventare il lavoro per sfruttare le potenzialità che il nuovo può offrire. Certamente le imprese più tradizionali che non sono in grado di percepire i cambiamenti indotti dallo sviluppo tecnologico e non sanno fare innovazione, né organizzativa, né di prodotto avranno difficoltà enormi e rischiano il progressivo decadimento, se non la scomparsa. Tuttavia, nell’ottica di un bilancio complessivo, occorre tener conto delle nuove imprese che possono nascere sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi. Serve, però, l’intelligenza politica per creare le condizioni per la nascita e la crescita di queste imprese innovative, che determineranno lo sviluppo di nuovi mercati e la crescita di buona occupazione, specialmente giovanile. Servono normative semplificate, investimenti, formazione, politiche di sostegno alla ricerca per favorire lo sviluppo della creatività e dell’innovazione.
Anche recenti ricerche confermano queste potenzialità. Viene sostenuto  sulla base di dati che l’economia postindustriale, basata sul sapere e sull’innovazione, sta cambiando profondamente il mercato del lavoro, sia in ragione della tipologia dei beni prodotti, sia in ragione dei processi di produzione. Nei territori dove si diffondono le nuove tecnologie si determinano condizioni positive che generano ricchezza e nuovi posti di lavoro, non solo nel settore dell’innovazione, ma anche in altri settori, in particolare nei servizi locali. Emerge che ogni posto di lavoro ad alto contenuto tecnologico, creato nei centri dove eccelle l’innovazione, ne genera almeno altri cinque in altri settori produttivi e tutti retribuiti meglio che altrove. E si tratta sia di occupazione professionalmente qualificata (avvocati, insegnanti, etc.), sia di lavori nei servizi più tradizionali (parrucchieri, camerieri, etc.).

Il testo evidenzia poi come rischio connesso alla diffusione delle tecnologie digitali, quello della privacy e della sicurezza. E’ emblematico, in proposito, che lo stesso Tim Cook, CEO di Apple, sottolinei con forza l‘importanza della privacy online. I nostri dati presenti su internet anche in modo disarticolato, una volta integrati ed elaborati, possono offrire informazioni sensibili su di noi. E quel giorno, afferma Tim Cook, succederà qualcosa di disastroso.

Nella seconda parte il libro affronta lo sviluppo delle tecnologie rivolte alla salute dell’uomo e alla salvaguardia del nostro pianeta.
L’allungamento della vita media con il conseguente invecchiamento della popolazione, nonché l’aumento demografico  pongono problemi sociali nuovi e complessi. In primo luogo i problemi legati alla salute e al benessere delle popolazioni. Qui sono illustrati i fantastici progressi tecnologici relativi alla ricerca di nuovi farmaci, allo sviluppo delle nanotecnologie, al DNA, alle teorie genetiche e biochimiche sull’invecchiamento, alle cellule staminali, alla riproduzione di organi artificiali. Tutti progressi che aprono prospettive inimmaginabili per la cura e la salute delle persone, ma anche interrogativi etici nuovi e complessi.
D’altro canto, la disponibilità delle tecnologie digitali e lo sviluppo dei dispositivi mobili offrono possibilità nuove per il monitoraggio dello stato di benessere delle persone e mettono a disposizione forme nuove e interattive di cura preventiva che possono migliorare l’assistenza, riducendo al contempo le spese sanitarie.

Un paragrafo a sé è dedicato alla questione del cibo. E’ evidente che a fronte di popoli che vivono la fame e con l’incremento demografico occorre intensificare la ricerca per garantire la disponibilità di cibo alle generazioni presenti e future, garantendo la salute, rispettando l’ambiente e salvaguardando le risorse naturali. A questo proposito il testo fa riferimento a EXPO 2015 e alla Carta di Milano elaborata dal Governo italiano con organismi internazionali (ONU, FAO), che considera il diritto al cibo come un diritto umano fondamentale e denuncia le distorsioni e ingiustizie dell’attuale sistema alimentare.

Infine, l’ultimo capitolo affronta il problema dell’energia e dell’esigenza di ridurre l’inquinamento e salvaguardare il clima. Descrive le tecnologie per la generazione di energia più pulita: dall’idroelettrico, al fotovoltaico, all’eolico, alle biomasse, alla geotermia, al biogas, fino alla fusione nucleare. Tali fonti energetiche, oltre a ridurre l’inquinamento e il consumo di risorse naturali, nel futuro potrebbero favorire il passaggio dall’attuale organizzazione centralizzata delle grandi centrali per la produzione di energia con costosi impianti di trasmissione di corrente a una pluralità di impianti meno impattanti distribuiti sul territorio, che porterebbe una maggiore autonomia a imprese e cittadini, ma anche a molti paesi, nella gestione del proprio fabbisogno energetico.
La questione strategica di una gestione più efficiente dell’energia oggi può essere affrontata positivamente con le tecnologie digitali. Il paradigma di Smart City, città intelligente, punta a realizzare un sistema integrato e condiviso di dati e servizi per soluzioni sostenibili in grado di offrire energia pulita e sicura a prezzi accessibili ai cittadini, ridurre i consumi e creare nuovi mercati, oltre a consentire una mobilità intelligente, una condivisione continua di informazioni e una partecipazione più consapevole e più attiva dei cittadini ai servizi, ai problemi e al governo delle città.

 

Prof. Gianni Orlandi

Prorettore alla Pianificazione Strategica
Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni – DIET
Università di Roma “La Sapienza”